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La decorazione pittorica

Il palazzo del Viminale - La decorazione pittoricaAnche sui due corridoi  secondari del Palazzo, sempre al secondo piano si affacciano altre cinque sale decorate,  da attribuirsi, probabilmente all' Amati ed al Vico. Nelle intenzioni di Manfredi la pittura avrebbe dovuto svolgere un ruolo fondamentale nell'estetica del Viminale. L'aspirazione dell'intellighentia artistica dell'epoca mirava, attraverso l'unità delle varie arti (scultura, pittura ed arti cosiddette applicate), a realizzare ambienti atti ad arricchire e rendere più gradevole l'esistenza umana. 

L'abbondanza delle pitture  e quindi di riferimenti simbolici era particolarmente importante in un'architettura di "Stato". Questo era anche evidentemente il pensiero di Nitti ed infatti se le intenzioni formali dei progettatori fossero state rispettate il ciclo pittorico della decorazione del Viminale, quanto a superfici dipinte, sarebbe stato almeno tre volte superiore all'attuale. Sempre per motivi di carattere economico, quando Giolitti nel 1920 tornò al governo fece interrompere i lavori di decorazione.

A tutt'oggi nel ricco Salone che si affaccia sulla Galleria del Ministro, simmetricamente alla Sala del Consiglio, si possono ammirare le pitture di Villani che rappresentano, nei dieci riquadri predisposti, le attività del "Genio italico" ossia la Navigazione, la Poesia, la Scultura, la Mietitura, la Stampa, la Tessitura, le Scienze, l'Architettura, l'Industria, la Vendemmia ed al centro un'Italia vittoriosa sul gran disco del sole che sorge. Nel soffitto del Salone del Consiglio dei Ministri troviamo le pitture di Giulio Bargellini ed il fregio eseguito da Umberto Amati per la Sala B i cui lavori di decorazione furono interrotti da Giolitti.
Il Palazzo del Viminale - La decorazione pittoricaDall'altra parte della Galleria del Ministro, nella Sala dove anticamente si trovava il Gabinetto del Sottosegretario di  Stato, ora denominata Sala F, troviamo i dipinti di  Umberto Vico.
Per quanto riguarda le pitture eseguite da Tito Ridolfi sul soffitto del Salone d'ingresso dello Scalone al secondo piano, per molto tempo non vi è stata alcuna traccia in quanto tale ambiente fu suddiviso successivamente in tre locali. All'altezza del fregio della decorazione architettonica originaria vi è una controsoffittatura al di sotto della quale sono state riscoperte, nel corso degli anni ottanta, le pitture nascoste in occasione della demolizione, effettuata in epoca fascista, dello Scalone d'Onore.
Le due sale poste all'estremità della Galleria al secondo piano attualmente denominate A ed F hanno la volta dipinta ed un fregio con dei putti. La sala A presenta quattro medaglioni che raffigurano a finto rilievo il busto di Dante, Machiavelli,  Michelangelo, Alessandro Volta. Anche sui due corridoi secondari del Palazzo, sempre al secondo piano si affacciano altre cinque sale decorate, da attribuirsi, probabilmente all'Amati ed al Vico.


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