Interventi e interviste
Interviste - Ministro Annamaria Cancellieri
30.11.2011
Cancellieri: scappare dal sud è un errore
Il Mattino intervista il ministro Annamaria Cancellieridi Antonello Velardi
II «modello Caserta» va avanti, è un esempio positivo di contrasto alla criminalità perché mostra una «chiara unità di intenti» tra soggetti diversi, non solo forze dell`ordine e magistratura. E Caserta è un caso paradigmatico del Sud e dell`Italia migliore: c`è un ottimismo, una voglia di fare, di riscattarsi che dà il senso dell`orgoglio. E` l`orgoglio che ha una città simbolo come Napoli, «grande capitale, culla della cultura, che merita grande rispetto» e da cui nessuno deve mai pensare di andarsene. Napoli, oltretutto, è come il resto del Paese: i problemi ci sono ma il governo ha chiaro ciò che si deve fare, e vuole farlo con il rigore ma anche con la serenità giusta. Aiutando - ed è questo un altro punto importante - l`integrazione degli immigrati, cittadini che devono assolutamente rispettare la legge ma che vanno considerati una grande risorsa.
Parla a tutto campo il neo ministro dell`Interno, Annamaria Cancellieri, ieri a Caserta per un convegno sull`aggressione e il recupero dei beni frutto dell`attività criminale. Parla nella cappella palatina della Reggia, con accanto il capo della polizia, Antonio Manganelli, e il suo vicario Nicola Izzo che ha gestito i progetti operativi nazionali per la sicurezza. Poi accetta di rispondere ad alcune domande del Mattino, raccontando anche particolari inediti sul suo rapporto, per motivi familiari, con Napoli e con il Sud.
Caserta provincia simbolo?
«Ciò che mi ha colpito è la chiara voglia di riscatto. Ho notato qui una unità di intenti che è ciò che occorre per affrontare e risolvere i problemi. Non perché non ci sia ancora da fare, ma perché molto è stato già fatto e nel modo migliore».
Con non poche difficoltà, anche di tipo economico.
«Non mi nascondo le difficoltà, in questa congiuntura economica. Ma faremo di tutto per non perdere risorse su un fronte fondamentale qual è quello della lotta alla criminalità».
Ci sono stati e ci sono casi limite come la mancanza di benzina per le auto della polizia.
«E` vero, faremo in modo che non si verifichino più questi che sono appunto casi limite. Lavoreremo, su questo fronte, per la razionalizzazione e l`ottimizzazione delle risorse, a cominciare dalle strutture. È peraltro un punto importante del programma di questo governo».
Non sempre arrivano, a chi lavora in prima linea, segnali incoraggianti sul fronte della difesa delle risorse.
«Io dico che ho trovato donne e uomini eccezionali, impegnati non solo in prima linea, ai quali va tutto il nostro appoggio. Sono eccellenti ed entusiastici servitori dello Stato. Altrove, ma anche e soprattutto qui, a Napoli, al Sud. Proprio a Caserta mi è venuto a salutare un poliziotto di queste parti che ho conosciuto quarant`anni fa a Milano, in prefettura. Non lo vedevo da molto tempo. Da quando è stato trasferito, ogni Natale mi manda sempre i prodotti del suo paese. Non mi ha mai chiesto niente, non gli ho mai fatto niente, eppure ha avuto quest`attenzione sempre. Che dire? La generosità del Sud mi commuove».
Eppure c`è chi dal Sud vuole andare via.
«Si va via spesso per necessità, e ciò va combattuto, ma anche per scelta perché viviamo in una società globale. E chi va via ha quasi sempre grandi qualità. Io a Bologna, da commissario, ho lasciato le chiavi della città proprio ad un casertano, Virginio Merola».
C`è stata grande polemica, dopo il furto di un Rolex alla compagna del calciatore Lavezzi, sulla scelta di andare via da Napoli.
«Guardi, rispetto a questa questione dico due cose. La prima. Non bisogna mai andare via, perché così si lascia spazio agli altri, ai peggiori. Si resta e si combatte: solo così si cresce. Ovunque, e quindi anche a Napoli. D`altro canto, anche il "modello Caserta" dà il senso delle giuste ragioni di chi è sta a combattere».
La seconda?
«Quando parlo di Napoli avverto una sensazione particolare. Per me Napoli era ed è una grande città, è stata la capitale di un regno, ha un altissimo valore culturale, è abitata da gente meravigliosa. È una città che pretende e merita un grande rispetto. E mi lasci dire che quando parlo di Napoli ho dei brividi anche per ragioni familiari».
Cioè?
«Mia madre è nata a Sulmona ma ha vissuto tutta la sua adolescenza a Torre del Greco. Lei capisce che nella mia mente e nel mio cuore ci sono le sue immagini, i suoi racconti, le sue emozioni. Lì a Torre non sono più tornata, sono andata a Pompei perché mamma era devota della Madonna. Ma per me quelli sono luoghi familiari, bellissimi»
Lei è a Caserta, seconda uscita dopo Palermo.
«E non è un caso. Ho il Sud nel cuore, sono romana ma mi sento anche meridionale. Diciamo che mi sento italiana».
Ed è il secondo ministro che viene a Caserta. Nei giorni scorsi è venuto il professore Andrea Riccardi, ha visitato i luoghi simbolo dell`invasione degli immigrati.
«E` un argomento, questo, cui Riccardi tiene molto. Mi ha già consegnato, nell`ultimo consiglio dei ministri, una relazione sulla sua visita a Caserta. La sto studiando. Posso dire che, insieme, faremo cose importanti».
Gli immigrati spesso sono un grande problema. Come pensate di affrontarlo?
«Con due principi ben chiari. Primo: le leggi vanno rispettate, assolutamente, senza alcun tipo di flessione. Non ci possono essere altre Rosarno. Secondo: l`immigrazione va favorita, nell`ambito appunto delle leggi. Chi viene da Paesi lontani va considerato una risorsa, sempre».
Non è proprio ciò che sosteneva la Lega.
«Non discuto di questo. Dico che un grande Paese, come è l`Italia, deve favorire gli immigrati, aiutano il sistema a crescere. Pensi che molte aziende, anche e soprattutto al Nord, esistono grazie agli immigrati. Pensi solo per un attimo alle stalle in Emilia Romagna o alle concerie in Veneto, zone che conosco perché ci ho lavorato da prefetto. Come faremmo senza di loro?»
Un`ultima domanda. Qualche suo predecessore ha parlato di pericolo terrorismo per le tensioni sociali. Lei è tranquilla?
«Non rispondo in modo diretto e quindi non mi faccia dire cose che non intendo dire. Dico però che sono serena. Dico che i problemi ci sono, sappiamo come affrontarli. Gli apparati di sicurezza fanno la loro parte, sono bravissimi, è una macchina che conosco. E ribadisco che siamo un grande Paese che perciò sa affrontare tutte le emergenze. Con determinazione, con serietà, ma anche con serenità. Questo me lo faccia dire: sono innamorata dell`Italia, del mio Paese. E degli italiani, un popolo straordinario, che vuole solo migliorare».






