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Lotta alle mafie
26.10.2011
Sicurezza partecipata: due protocolli al Viminale per consentire agli imprenditori di «operare serenamente e in sicurezza»
Li hanno siglati il ministro Maroni, il presidente di Confcommercio Sangalli e il vice presidente delegato di Confcommercio-Conftrasporto Uggè, presente il capo della Polizia Manganellinostro servizio
Coinvolgere soggetti privati per attivare collaborazioni con le istituzioni e le forze dell’ordine e realizzare così un sistema integrato della sicurezza è lo scopo che si prefigge il ‘Protocollo quadro per la legalità e la sicurezza Ministero dell’Interno e Confcommercio-Imprese per l’Italia’. Siglato questa mattina al Viminale dal ministro dell'Interno Roberto Maroni e dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, l’accordo intende combattere le infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno delle imprese.
Presenti alla sigla il capo della Polizia Antonio Manganelli e il vice presidente delegato di Confcommercio-Conftrasporto Paolo Uggè che ha firmato anche il primo protocollo attuativo che ha l’obiettivo di prevenire, contrastare e reprimere qualsiasi tipo di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dei trasporti, spedizione e logistica.
La sigla di questi protocolli, come ha sottolineato il ministro dell’Interno Maroni nel corso della presentazione davanti alla stampa, rientra nella cosiddetta ‘filosofia della sicurezza partecipata’ e «dimostra l’attitudine all’impegno sociale» da parte delle imprese che, in questo modo, potranno adottare strumenti idonei e percorsi di accompagnamento per intercettare fenomeni di illegalità che altrimenti resterebbero sommersi. «L’omertà e il tacere – ha infatti osservato Maroni – sono favori che si fanno alla criminalità organizzata».
Con l’apporto delle associazioni di categoria, in collaborazione con le forze dell’ordine, sarà possibile attivare «strumenti straordinari di contrasto al crimine» per consentire agli imprenditori di «operare serenamente e in sicurezza». Un impegno che, come ha ricordato Maroni, va ad aggiungersi a quello assunto dalle imprese nella collaborazione alla gestione dei patrimoni confiscati alla criminalità organizzata.
Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli considera la sigla di oggi «un punto di arrivo del lungo cammino di collaborazione che la Confcommercio ha voluto compiere con il ministero dell’Interno». Legalità e sicurezza, infatti, sono da considerare «prerequisito per lo sviluppo e la crescita».
Il vice presidente delegato di Confcommercio-Conftrasporto Paolo Uggè ha ricordato che da recenti analisi di settore la presenza della criminalità organizzata risulta interessare «il 6,4% delle imprese di trasporto» e il fenomeno rappresenta un freno per la crescita economica.





