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Intervista a Biancamaria Cristini funzionario direttivo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco

«Passione ed energia. Far parte del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco richiede competenze tecniche e dà un grande valore aggiunto in termini di utilità sociale»

La prima assegnazione dell’ing. Biancamaria Cristini nel 2003 è stata presso il comando provinciale di Imperia, con l’incarico di seguire l’attività di soccorso tecnico urgente e l’ufficio di prevenzione incendi; dopo un’esperienza presso il comando provinciale di Genova, è approdata a Roma a Capannelle dove opera nel settore Nucleo Investigativo Antincendi, vicario del dirigente e responsabile del settore ricerca e sperimentazione.

Biancamaria Cristini, funzionario direttivo dei Vigili del fuocoIng. Cristini, quali sono state le motivazioni di questa scelta lavorativa?
Nelle precedenti esperienze lavorative, dopo aver acquisito le conoscenze necessarie a svolgere l’attività, mi capitava di perdere l’interesse e di sentire l’esigenza di cambiare tipologia di lavoro. Non tolleravo la prevedibilità e l’immutabilità degli incarichi. Quando sono diventata funzionario tecnico dei VV.F. finalmente ho trovato un impiego che mi assicurava grande varietà nelle attività da svolgere e una grande diversità di argomenti da affrontare. Trovo avvincente la sfida continua di problematiche completamente diverse, e questo lavoro, senz’altro, offre questa opportunità. Si tratta, infatti, di un’attività che richiede competenze tecniche, pur non essendo arido, e che dà un grande valore aggiunto in termini di utilità sociale. Oltre alla capacità organizzativa è indispensabile avere spirito d’iniziativa e determinazione, e ritengo che queste siano caratteristiche intrinseche nella natura femminile.

Come concilia il lavoro sul campo e la vita privata?
Questo lavoro richiede passione ed energia e regala una vita intensa e ricca di soddisfazioni; conciliare la vita privata con il lavoro è, a mio giudizio, molto complicato, ma molte colleghe riescono ad avere famiglie con bambini senza rinunciare all’impegno professionale. Per quanto mi riguarda è nei miei obiettivi porre rimedio a questa carenza nella mia vita. Il rischio è che la passione per il lavoro sia tanto travolgente da distogliere l’attenzione alla vita privata troppo a lungo.

Quali difficoltà incontra in un’attività considerata più strettamente 'maschile'?
Ricoprire ruoli di responsabilità in ambienti tradizionalmente e prevalentemente maschili comporta difficoltà soprattutto all’inizio, quando non c’è ancora la conoscenza reciproca. Inevitabilmente il pregiudizio, nel primo approccio, porta alla diffidenza e probabilmente, solo dopo una serie di verifiche sul campo, si conquista la fiducia dei collaboratori. Ci vuole molta determinazione, probabilmente per un collega uomo la fase di accettazione iniziale è facilitata, forse perché si giudica scontato, fino a prova contraria, che un uomo sia in grado di assolvere al compito richiesto al Vigile del fuoco. Però superata la fase di conoscenza non si riscontra più questa difficoltà nella relazione professionale e la considerazione ed il rispetto del personale dipende solo dalle capacità dimostrate sul campo.

Quali sono i vantaggi che riscontra come donna sul campo, quali le criticità?
Indubbiamente penso di aver avuto il vantaggio, essendo il numero delle donne nel Corpo ancora molto ridotto, di essere spesso stata coinvolta in attività di rappresentanza. Ho avuto l’onore più volte di essere alfiere della Bandiera d’Istituto e la soddisfazione di comandare lo schieramento dei Vigili del fuoco in occasione di cerimonie ufficiali. Non ho da evidenziare particolari criticità, anche se per svolgere la mia attività sono necessari entusiasmo e trasporto, trattandosi di un lavoro molto impegnativo e che richiede grande energia.

Quali e quante soddisfazioni, come donna, ha ricevuto e riceve dal suo lavoro?
La gratitudine e la riconoscenza da parte delle persone e l’ammirazione negli occhi dei bambini. L’apprezzamento da parte delle altre donne in occasione di interventi, soprattutto di utilità sociale, ma anche in occasioni di rappresentanza.


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